L’approccio alla partita è fondamentale in qualsiasi gioco di squadra. Se non entri in campo con la giusta concentrazione è sempre dura, visto che nessun avversario gioca per perdere e ieri sera lo abbiamo capito una volta di piu’. La squadra molle e senza idee vista per lunghi tratti contro la Longobarda , era lontana parente di quella ammirata solo pochi giorni prima nel vittorioso debutto della serie A di Calvecchia. La Longobarda è una squadra onesta che non ha individualità di spicco ma pratica un calcio robusto (molte volte oltre il limite del regolamento) e senza fronzoli e contro la quale bisogna mettere in campo intensità uguale e contraria. A parità di questa possiamo far valere le nostre doti ma in caso contrario rischiamo la figuraccia, come a tratti è successo ieri sera.
Il primo tempo inizia nel peggiore dei modi e intuisci già quale sarà l’andazzo della partita. Dopo una fase di studio in cui il portiere avversario dimostra di saperci fare in un paio di occasioni, andiamo sotto 2 - 0 dopo un quarto d’ora. Il nostro gioco è lento e prevedibile e l’assenza del portiere titolare si fa sentire non tanto per errori grossolani del buon Mauro (che ben si è comportato) ma per il senso di apprensione che la mancanza del portiere titolare sembra generare nella difesa, apparsa molte volte in difficoltà nelle chiusure più semplici e male aiutata dal centrocampo. Nonostante questo, riusciamo a trovare il pareggio in maniera anche un po’ fortunosa con una doppietta di Simone che insacca di ribattino il primo gol e realizza il secondo a porta vuota dopo un bel passaggio di Omar.
La partita è raddrizzata ma durante l’intervallo accade qualcosa. Forse appagati dall’aver raggiunto il pareggio con relativa facilità, subiamo un gol a freddo trenta secondi dopo il calcio d’inizio e iniziamo a disunirci. Carlo inizia le sue garibaldine scorribande in avanti scoprendo il fianco agli avversari che non aspettavano altro e che per altre due volte ci infilano con contropiedi che si potevano e dovevano evitare. Sul 5-2 la partita è praticamente chiusa. Rimane solo l’orgoglio, ed è solo orgoglio quello che nei minuti finali ci permette di assediare la porta avversaria trovando tardivamente i gol del 5-3 e 5-4, dimostrando chiaramente che, prendendo la partita con un altro piglio, il risultato poteva essere diverso. Ci sarebbe anche lo spazio per le recriminazioni (un errore arbitrale su una palla giudicata fuori, toglie un gol di Caio che avrebbe potuto regalarci il 5-5) ma non si possono accampare scuse. Gli errori arbitrali ci sono e ci saranno sempre. Non è aggrappandoci alla direzione di gara (a tratti parsa un po’ di parte) che possiamo sperare di andare avanti nel torneo. E’ necessario ora recuperare gli infortunati cronici e ributtarsi nella mischia. Ora ci attendono i Meticci, squadra esotica con giocatori esotici, sicuramente molto tecnici e decisi a vendere cara la pelle. Vedremo se la lezione presa sarà servita a qualcosa. Si può perdere, ma dobbiamo farlo sempre a testa alta.
LE PAGELLE
Dopo una partita come questa credo che un 5 politico a tutti possa andare bene.... Alla prossima.


un vigile posizionato vicino ad un divieto di fermata fa accostare una macchina.. signora le devo fare la multa.. e lei.. perchè? e lui.. ridendo e scherzando.. perchè è divieto! ecco..
RispondiElimina..questo..
è
..il risultato di una battuta d'arresto!!
il mitico Gianni! come va? ci sei lunedì?
RispondiEliminaspero vada bene.. per domani non ho la convocazione.. ma non penso ci siano problemi(a parte la donazione avis di oggi..)!
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