Una volta tanto approfitto di questo spazio per parlare del sottoscritto. Ci sono appuntamenti nella vita davvero irrinunciabili. Quello dal dentista lo si può rimandare, come pure è possibile, in qualche modo, ritardare il pagamento di una multa o dell’odiosissimo canone rai, ma quando arriva il momento di “ricordare” (o festeggiare, a seconda di quale angolazione si voglia vedere la questione) il compleanno, beh! Li non si scappa! Assieme alla morte e al mitico esattore delle tasse, è uno dei traguardi da cui non si fugge. In questi giorni si sta avvicinando uno di quei momenti irrinunciabili e, per fortuna, si tratta probabilmente di quello meno luttuoso. Quest’anno infatti, primo tra tutti i componenti della squadra, tocco il traguardo dei 40 anni. Solo a scrivere queste due cifre una vicino all’altra suona davvero strano. Ho sempre pensato che questo traguardo fosse lontanissimo nel tempo, talmente lontano che al solo pensarci pareva una perdita di tempo. Ebbene, quel momento è ormai arrivato. Il matrimonio, i figli, il lavoro di tutti i giorni, non lasciano scampo. Tanti e tali impegni quotidiani ti portano a rincorrere tutto di continuo, ritrovandosi a non avere neanche il tempo di accorgersi che gli anni passano e il monte ore della propria vita aumenta a dismisura. Tutto ha una fine e prima o poi anch’io dovrò appendere le classiche scarpette al chiodo ed occuparmi di altro. Un po’ lo sto già facendo, se vogliamo, ma è indubbio che quel giorno prima o poi arriverà. Nel frattempo, tristi discorsi a parte, mercoledì 11 gennaio 2012, esattamente un giorno prima del 40° anniversario, calcherò per l’ultima volta un campo da calcetto da trentanovenne. Di mio posso dire che arrivo a questo traguardo in buona efficienza fisica. Molti miei coetanei (all’epoca più atletici e capaci di me) sono già pensionati da tempo. Durante la decade dei miei “enta” però, ho avuto la costanza e la passione di tenermi sempre in allenamento cercando, per quanto possibile, di fare attenzione ai bagordi. Il fiato e la reattività nervosa non è più quella degli anni d’oro ma, pur con tutti i miei limiti, mi difendo ancora, tanto da poter prudentemente affermare che la data del mio ritiro può, per il momento, attendere. Come giocherò mercoledì? Probabilmente alla solita maniera, quella che ha contraddistinto le mie uscite negli ultimi anni, entrando a gara in corso e limitando il mio minutaggio a pochi scampoli di gioco, sperando comunque di poter essere utile alla squadra. Ho un fastidioso dolorino al polpaccio destro che mi porto dietro dall’ultima partitina disputata (22 dicembre) ma che non dovrebbe impedirmi di partecipare. Di sicuro, al momento di mettere piede sul tappeto verde sintetico, un pensierino al tempo passato a correr dietro ad una palla, lo farò!
martedì 10 gennaio 2012
L'ULTIMA DEGLI "ENTA"
Una volta tanto approfitto di questo spazio per parlare del sottoscritto. Ci sono appuntamenti nella vita davvero irrinunciabili. Quello dal dentista lo si può rimandare, come pure è possibile, in qualche modo, ritardare il pagamento di una multa o dell’odiosissimo canone rai, ma quando arriva il momento di “ricordare” (o festeggiare, a seconda di quale angolazione si voglia vedere la questione) il compleanno, beh! Li non si scappa! Assieme alla morte e al mitico esattore delle tasse, è uno dei traguardi da cui non si fugge. In questi giorni si sta avvicinando uno di quei momenti irrinunciabili e, per fortuna, si tratta probabilmente di quello meno luttuoso. Quest’anno infatti, primo tra tutti i componenti della squadra, tocco il traguardo dei 40 anni. Solo a scrivere queste due cifre una vicino all’altra suona davvero strano. Ho sempre pensato che questo traguardo fosse lontanissimo nel tempo, talmente lontano che al solo pensarci pareva una perdita di tempo. Ebbene, quel momento è ormai arrivato. Il matrimonio, i figli, il lavoro di tutti i giorni, non lasciano scampo. Tanti e tali impegni quotidiani ti portano a rincorrere tutto di continuo, ritrovandosi a non avere neanche il tempo di accorgersi che gli anni passano e il monte ore della propria vita aumenta a dismisura. Tutto ha una fine e prima o poi anch’io dovrò appendere le classiche scarpette al chiodo ed occuparmi di altro. Un po’ lo sto già facendo, se vogliamo, ma è indubbio che quel giorno prima o poi arriverà. Nel frattempo, tristi discorsi a parte, mercoledì 11 gennaio 2012, esattamente un giorno prima del 40° anniversario, calcherò per l’ultima volta un campo da calcetto da trentanovenne. Di mio posso dire che arrivo a questo traguardo in buona efficienza fisica. Molti miei coetanei (all’epoca più atletici e capaci di me) sono già pensionati da tempo. Durante la decade dei miei “enta” però, ho avuto la costanza e la passione di tenermi sempre in allenamento cercando, per quanto possibile, di fare attenzione ai bagordi. Il fiato e la reattività nervosa non è più quella degli anni d’oro ma, pur con tutti i miei limiti, mi difendo ancora, tanto da poter prudentemente affermare che la data del mio ritiro può, per il momento, attendere. Come giocherò mercoledì? Probabilmente alla solita maniera, quella che ha contraddistinto le mie uscite negli ultimi anni, entrando a gara in corso e limitando il mio minutaggio a pochi scampoli di gioco, sperando comunque di poter essere utile alla squadra. Ho un fastidioso dolorino al polpaccio destro che mi porto dietro dall’ultima partitina disputata (22 dicembre) ma che non dovrebbe impedirmi di partecipare. Di sicuro, al momento di mettere piede sul tappeto verde sintetico, un pensierino al tempo passato a correr dietro ad una palla, lo farò!
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